sabato 19 luglio 2008

Senza memoria non c'è futuro...

In una città, come questa, che in fatto di mafia sembra afflitta da meningite letargica, aver l'occasione di ascoltare uno che la mafia la combattuta in prima linea come Giuseppe Ayala, è un'occasione preziosa. E così, sabato 19 luglio, mi sono recato al complesso di S. Pietro (che non è una nuova patologia psicanalitica) per assistere alla presentazione del libro scritto dal giudice che fu P.M. al maxiprocesso di Palermo.
Pubblico numeroso, numerosissimo. Tanti in piedi (quanto più prossimi all'uscita, però: non si sa mai...), tanti seduti; tanti smaniosi di farsi fare un bell'autografo sul libro appena comprato (a tal uopo istallato delizioso banchetto stile altarino di S. Gennaro all'ingresso), tanti desiderosi di farsi vedere...
Si apprendono cose interessanti durante la serata. Ad esempio, si apprende che il sostituto procuratore Sciuto (appena trasferito per far posto all'oscuro Di Pisa) si chiede ancora oggi perché la mafia continui ad esistere... e lo chiede, con quella sua voce quasi "straniata", a una silenziosa platea che, dalla domanda, sembra rimanere un po' intontita.
Si apprende anche che il giudice Ayala le idee, in tal proposito, ormai se le è chiarite. La mafia esiste ancora perché lo Stato non ha mai deciso di combatterla veramente, come fece, invece, con il terrorismo degli anni '70.
Alla fine, però, al momento del dibattito fuggi fuggi generale. Le domande per Ayala non arrivano, a parte qualche intervento inudibile di un tale che lamenta un'ingiustizia patita, del "compagno" Vinci (ormai definitivamente avviato verso l'arteriosclerosi)...
Anche io, come al solito, non proferisco parola per timidezza (o paura?).
Impressione finale: la Marsala salottiera e "scialosa" si è ancora una volta auto celebrata. Tutti contenti di aver "partecipato" a un tale evento. Nessun tarlo si è insinuato nel tessuto impermeabile della sua coscienza (incoscienza?) collettiva. Nessun turbamento ha scosso la sua anima sonnolenta... Io me ne torno a casa con un'angoscia incontenibile...Però sono convinto che come me tanti altri questa notte non dormiranno... Come prendere sonno, infatti, pensando all'ultima "mise" sfoggiata dall'onorevole Adamo (che donna! Sempre elegante, sempre raffinata), come prendere sonno ricordando il sottofondo musicale (tutto a base di canti siciliani, però) che ci ha accompagnato per tutta la serata, proveniente dall'affollato "cassaro", assolutamente ignaro che lì dentro si celebrava il ricordo di una strage?
Senza memoria non c'è futuro...

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