giovedì 10 luglio 2008

Questa città è marcia. Sono marce le sue fondamenta. Sono marce le sue aspirazioni. È marcio il suo reticolo di affari e di circoli privati. È marcio l'intero edificio di pubbliche virtù e vizi privati. Sono marcio io stesso che scrivo per non morire soffocato dal disgusto di questa estate esangue.
Tutta la Sicilia onesta gioisce per le giornaliere denunce di estorsioni e soprusi. In questo lembo estremo di terra italica, invece, nulla accade in tal senso. Forse la mafia non esiste a Marsala.
Forse.
Ma allora perché qui si vive come immersi in un continuo gioco a "dire e non dire"? Perché ci guardiamo sempre dietro le spalle la sera quando rientriamo a casa? Perché in Procura hanno detto che questo territorio è lo zoccolo duro di cosa nostra?
Perché?
Troppe domande...
Meglio tornare a liquidare la mia coscienza residua in un bel bicchiere di acqua fresca...

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