Ormai è sicuro: l'ufficio stampa del Comune si avvia verso la beatificazione. Non passa giorno, infatti, che non si verifichi al suo interno un nuovo miracolo, una nuova epifania di oggetti e luoghi mai prima visti e conosciuti.
Ecco l'ultimo:
"Intanto sempre per la rassegna Marsalaestate 2008 è iniziata la prevendita dei biglietti per Casa Litterio, lo spettacolo che andrà in scena in piazza della Vittoria domenica 3 agosto. Il prezzo della poltra è di 15 euro; mentre quello di platea 10".
Della "poltra"?!
E che cosa mai sarà?!
Un animale mitologico? Una nuova sedia particolarmente comoda (o scomoda)?
E "quello di platea 10", sarà forse il numero civico (mirabile invenzione!) assegnato al posto destinato ai più poveri?
Mistero...
Rimaniamo estaticamente in attesa di "chiari menti" (cioè di "teste pensanti". Che volete farci, cerco di adeguarmi...).
sabato 26 luglio 2008
venerdì 25 luglio 2008
Lettera aperta al Direttore di marsala.it
Gentile Direttore,
a leggere la lettera del signor Demetrio, a proposito del teatro a Marsala,
mi sono profondamente annoiato (lo so: non è una novità per uno, come me, afflitto da quest’oscura patologia).
Il signor Demetrio lamenta un totale disinteresse, da parte della Giunta Comunale, per le attività teatrali nella nostra città e, in particolare, si duole per “l’eliminazione” delle rappresentazioni teatrali delle compagnie amatoriali locali dal cartellone estivo cittadino.
Lei, egregio Direttore, gli risponde con un’analisi - come sempre – attenta, lucida e… spietata.
Bene. Tutto molto condivisibile. Tutto molto interessante.
Però, io, mi sono annoiato lo stesso (lo so, non è una di quelle notizie che determinano le sorti dell’umanità).
Non sto qui a spiegare l’origine del mio male, del mio “vizio” più o meno assurdo.
Né, tanto meno, entro nel merito delle considerazioni socio-politiche, per le quali non ho nessuna competenza (anzi, per dirla come dicono a Oxford, notoriamente non ne capisco una mazza).
Ma, su un passaggio della lettera del signor Demetrio, devo dire qualcosa (e lo faccio contravvenendo a una regola del silenzio che mi sono, ormai, imposto come unica possibilità di sopravvivenza).
Forse, appena qualche mese addietro, mi sarei sentito offeso e umiliato dalle parole del signor Demetrio (a proposito: perché non firmarsi anche con il cognome?) che liquida la storia della Scuola di Teatro con due righe alquanto equivoche:
"Sono passati un po’ di anni da allora, qualche edizione più o meno sgangherata della Scuola (peraltro affidata sempre in mano a persone diverse, (alla faccia della continuità!)... ".
Oggi, invece, non riesco a sentire quel sano moto di rabbia e disappunto che, in tempi ormai lontani, mi prendeva lo stomaco e le tempie quando mi capitava di leggere le solite falsità e le solite putride menzogne sulla Scuola di Teatro (definita, tra l’altro, dall’allora non ancora consigliere comunale Lillo Gesone, “una pasticceria”), dove ho lavorato (pur non essendo un pasticcere) per dieci anni, e sul teatro a Marsala in genere.
Forse sto invecchiando.
Forse non me ne importa più nulla.
Dovrei ancora ripetere cosa ha fatto la Scuola di Teatro a Marsala?
Dovrei ancora elencare i risultati, aggiungendo l'ultimo, in ordine di tempo, che riguarda il premio Hystrio a Diana D’Angelo?
Il signor Demetrio lamenta un totale disinteresse, da parte della Giunta Comunale, per le attività teatrali nella nostra città e, in particolare, si duole per “l’eliminazione” delle rappresentazioni teatrali delle compagnie amatoriali locali dal cartellone estivo cittadino.
Lei, egregio Direttore, gli risponde con un’analisi - come sempre – attenta, lucida e… spietata.
Bene. Tutto molto condivisibile. Tutto molto interessante.
Però, io, mi sono annoiato lo stesso (lo so, non è una di quelle notizie che determinano le sorti dell’umanità).
Non sto qui a spiegare l’origine del mio male, del mio “vizio” più o meno assurdo.
Né, tanto meno, entro nel merito delle considerazioni socio-politiche, per le quali non ho nessuna competenza (anzi, per dirla come dicono a Oxford, notoriamente non ne capisco una mazza).
Ma, su un passaggio della lettera del signor Demetrio, devo dire qualcosa (e lo faccio contravvenendo a una regola del silenzio che mi sono, ormai, imposto come unica possibilità di sopravvivenza).
Forse, appena qualche mese addietro, mi sarei sentito offeso e umiliato dalle parole del signor Demetrio (a proposito: perché non firmarsi anche con il cognome?) che liquida la storia della Scuola di Teatro con due righe alquanto equivoche:
"Sono passati un po’ di anni da allora, qualche edizione più o meno sgangherata della Scuola (peraltro affidata sempre in mano a persone diverse, (alla faccia della continuità!)... ".
Oggi, invece, non riesco a sentire quel sano moto di rabbia e disappunto che, in tempi ormai lontani, mi prendeva lo stomaco e le tempie quando mi capitava di leggere le solite falsità e le solite putride menzogne sulla Scuola di Teatro (definita, tra l’altro, dall’allora non ancora consigliere comunale Lillo Gesone, “una pasticceria”), dove ho lavorato (pur non essendo un pasticcere) per dieci anni, e sul teatro a Marsala in genere.
Forse sto invecchiando.
Forse non me ne importa più nulla.
Dovrei ancora ripetere cosa ha fatto la Scuola di Teatro a Marsala?
Dovrei ancora elencare i risultati, aggiungendo l'ultimo, in ordine di tempo, che riguarda il premio Hystrio a Diana D’Angelo?
http://www.hystrio.it/numero/premio.php?storico=6&dettaglio=motivazioni
Dovrei ricordare al signor Demetrio che la sua “compagnia amatoriale” (che, molti secoli fa, è stata anche la mia), lo scorso inverno ha percepito dal Comune di Marsala 80.000 euro (oltre gli incassi del botteghino) per organizzare una rassegna al Teatro Impero? (E questo, mi perdoni signor Demetrio, non mi pare proprio un “ignorare le attività della sua compagnia”!).
Dovrei ricordare al signor Demetrio (che credo, chissà perché, sia stato, per qualche settimana, un allievo della Scuola di Teatro, dalla quale è stato dichiarato decaduto per assenteismo) che l’aggettivo “amatoriale”, ovvero “dilettante”, non presuppone che, per esibirsi, si vada a chiedere un onorario agli Enti Pubblici? (Circolare Enpals n. 21/2002: “… Le formazioni dilettantistiche o amatoriali - complessi bandistici comunali, gruppi folkloristici, gruppi parrocchiali, compagnie teatrali amatoriali/dilettantistiche, complessi corali amatoriali/dilettantistici, cortei, e rappresentazioni storiche, etc. -, che, essenzialmente allo scopo di divertimento e/o per tramandare tradizioni popolari e folkloristiche, a fini educativi oppure allo scopo di diffondere l'arte e la cultura, si esibiscono in pubblico senza alcuna forma di retribuzione, neppure sotto forma di rimborso spese forfetario”).
Dovrei ricordare che la Scuola di Teatro, con il sottoscritto al seguito, ha INVENTATO (lo so, rischio di sembrare Pippo Baudo) “I notturni del Carmine”, “Le albe allo Stagnone”, “I tramonti sull’isola di Mozia”?
(Lo so: avevamo una specie di mania per le diverse fasce orarie della giornata…)
No, non ne ho nessuna voglia, non ne sento il bisogno.
Si mandi pure al rogo tutta la Scuola di Teatro, Michele Perriera, gli ex allievi, il sottoscritto…
Tutto e tutti al rogo, se questo può finalmente porre termine al periodico rinverdire della polemica sulla Scuola di Teatro (obiettivamente, Lei converrà, non se ne può più!).
Ma, per favore, signor Demetrio, non infanghi i miei ricordi, non li sporchi, non li liquidi come “qualche edizione più o meno sgangherata della Scuola…”
E, soprattutto, non parli di cose che non sa.
O che fa finta di non sapere.
Cordialmente (annoiato).
Dovrei ricordare al signor Demetrio che la sua “compagnia amatoriale” (che, molti secoli fa, è stata anche la mia), lo scorso inverno ha percepito dal Comune di Marsala 80.000 euro (oltre gli incassi del botteghino) per organizzare una rassegna al Teatro Impero? (E questo, mi perdoni signor Demetrio, non mi pare proprio un “ignorare le attività della sua compagnia”!).
Dovrei ricordare al signor Demetrio (che credo, chissà perché, sia stato, per qualche settimana, un allievo della Scuola di Teatro, dalla quale è stato dichiarato decaduto per assenteismo) che l’aggettivo “amatoriale”, ovvero “dilettante”, non presuppone che, per esibirsi, si vada a chiedere un onorario agli Enti Pubblici? (Circolare Enpals n. 21/2002: “… Le formazioni dilettantistiche o amatoriali - complessi bandistici comunali, gruppi folkloristici, gruppi parrocchiali, compagnie teatrali amatoriali/dilettantistiche, complessi corali amatoriali/dilettantistici, cortei, e rappresentazioni storiche, etc. -, che, essenzialmente allo scopo di divertimento e/o per tramandare tradizioni popolari e folkloristiche, a fini educativi oppure allo scopo di diffondere l'arte e la cultura, si esibiscono in pubblico senza alcuna forma di retribuzione, neppure sotto forma di rimborso spese forfetario”).
Dovrei ricordare che la Scuola di Teatro, con il sottoscritto al seguito, ha INVENTATO (lo so, rischio di sembrare Pippo Baudo) “I notturni del Carmine”, “Le albe allo Stagnone”, “I tramonti sull’isola di Mozia”?
(Lo so: avevamo una specie di mania per le diverse fasce orarie della giornata…)
No, non ne ho nessuna voglia, non ne sento il bisogno.
Si mandi pure al rogo tutta la Scuola di Teatro, Michele Perriera, gli ex allievi, il sottoscritto…
Tutto e tutti al rogo, se questo può finalmente porre termine al periodico rinverdire della polemica sulla Scuola di Teatro (obiettivamente, Lei converrà, non se ne può più!).
Ma, per favore, signor Demetrio, non infanghi i miei ricordi, non li sporchi, non li liquidi come “qualche edizione più o meno sgangherata della Scuola…”
E, soprattutto, non parli di cose che non sa.
O che fa finta di non sapere.
Cordialmente (annoiato).
sabato 19 luglio 2008
Senza memoria non c'è futuro...
In una città, come questa, che in fatto di mafia sembra afflitta da meningite letargica, aver l'occasione di ascoltare uno che la mafia la combattuta in prima linea come Giuseppe Ayala, è un'occasione preziosa. E così, sabato 19 luglio, mi sono recato al complesso di S. Pietro (che non è una nuova patologia psicanalitica) per assistere alla presentazione del libro scritto dal giudice che fu P.M. al maxiprocesso di Palermo.
Pubblico numeroso, numerosissimo. Tanti in piedi (quanto più prossimi all'uscita, però: non si sa mai...), tanti seduti; tanti smaniosi di farsi fare un bell'autografo sul libro appena comprato (a tal uopo istallato delizioso banchetto stile altarino di S. Gennaro all'ingresso), tanti desiderosi di farsi vedere...
Si apprendono cose interessanti durante la serata. Ad esempio, si apprende che il sostituto procuratore Sciuto (appena trasferito per far posto all'oscuro Di Pisa) si chiede ancora oggi perché la mafia continui ad esistere... e lo chiede, con quella sua voce quasi "straniata", a una silenziosa platea che, dalla domanda, sembra rimanere un po' intontita.
Si apprende anche che il giudice Ayala le idee, in tal proposito, ormai se le è chiarite. La mafia esiste ancora perché lo Stato non ha mai deciso di combatterla veramente, come fece, invece, con il terrorismo degli anni '70.
Alla fine, però, al momento del dibattito fuggi fuggi generale. Le domande per Ayala non arrivano, a parte qualche intervento inudibile di un tale che lamenta un'ingiustizia patita, del "compagno" Vinci (ormai definitivamente avviato verso l'arteriosclerosi)...
Anche io, come al solito, non proferisco parola per timidezza (o paura?).
Impressione finale: la Marsala salottiera e "scialosa" si è ancora una volta auto celebrata. Tutti contenti di aver "partecipato" a un tale evento. Nessun tarlo si è insinuato nel tessuto impermeabile della sua coscienza (incoscienza?) collettiva. Nessun turbamento ha scosso la sua anima sonnolenta... Io me ne torno a casa con un'angoscia incontenibile...Però sono convinto che come me tanti altri questa notte non dormiranno... Come prendere sonno, infatti, pensando all'ultima "mise" sfoggiata dall'onorevole Adamo (che donna! Sempre elegante, sempre raffinata), come prendere sonno ricordando il sottofondo musicale (tutto a base di canti siciliani, però) che ci ha accompagnato per tutta la serata, proveniente dall'affollato "cassaro", assolutamente ignaro che lì dentro si celebrava il ricordo di una strage?
Senza memoria non c'è futuro...
Pubblico numeroso, numerosissimo. Tanti in piedi (quanto più prossimi all'uscita, però: non si sa mai...), tanti seduti; tanti smaniosi di farsi fare un bell'autografo sul libro appena comprato (a tal uopo istallato delizioso banchetto stile altarino di S. Gennaro all'ingresso), tanti desiderosi di farsi vedere...
Si apprendono cose interessanti durante la serata. Ad esempio, si apprende che il sostituto procuratore Sciuto (appena trasferito per far posto all'oscuro Di Pisa) si chiede ancora oggi perché la mafia continui ad esistere... e lo chiede, con quella sua voce quasi "straniata", a una silenziosa platea che, dalla domanda, sembra rimanere un po' intontita.
Si apprende anche che il giudice Ayala le idee, in tal proposito, ormai se le è chiarite. La mafia esiste ancora perché lo Stato non ha mai deciso di combatterla veramente, come fece, invece, con il terrorismo degli anni '70.
Alla fine, però, al momento del dibattito fuggi fuggi generale. Le domande per Ayala non arrivano, a parte qualche intervento inudibile di un tale che lamenta un'ingiustizia patita, del "compagno" Vinci (ormai definitivamente avviato verso l'arteriosclerosi)...
Anche io, come al solito, non proferisco parola per timidezza (o paura?).
Impressione finale: la Marsala salottiera e "scialosa" si è ancora una volta auto celebrata. Tutti contenti di aver "partecipato" a un tale evento. Nessun tarlo si è insinuato nel tessuto impermeabile della sua coscienza (incoscienza?) collettiva. Nessun turbamento ha scosso la sua anima sonnolenta... Io me ne torno a casa con un'angoscia incontenibile...Però sono convinto che come me tanti altri questa notte non dormiranno... Come prendere sonno, infatti, pensando all'ultima "mise" sfoggiata dall'onorevole Adamo (che donna! Sempre elegante, sempre raffinata), come prendere sonno ricordando il sottofondo musicale (tutto a base di canti siciliani, però) che ci ha accompagnato per tutta la serata, proveniente dall'affollato "cassaro", assolutamente ignaro che lì dentro si celebrava il ricordo di una strage?
Senza memoria non c'è futuro...
lunedì 14 luglio 2008
miracolo a marsala
Dal sito istituzionale del Comune:
"Sollecitati dalla degustazione dell'anguria e dai negozi aperti, migliaia di cittadini e visitatori si sono riversati sabato scorso nel centro storico di Marsala in occasione della "Notte Bianca". Si è trattato del primo appuntamento inserito nel ricco calendario dell'Estate Marsalese organizzata dall'Amministrazione comunale - Assessorato allo Spettacolo, e che ha coinciso con l'iniziativa della "Sagra dell'Anguria" curata dall'Assessorato alle Attività produttive e dall'Esa di Marsala diretta da Rino Bonomo. "Rarissime volte il centro storico di Marsala è stato così vivo e affollato, afferma il sindaco Renzo Carini; segno che l'abbinamento shopping-musica-tipicità è una formula vincente e che riesce a coinvolgere i cittadini, i veri protagonisti delle serate lilybetane". Il sindaco - assieme agli assessori Patrizia Montalto e Giacomo Dugo - ha dato il via alla serata di degustazioni all'interno dell'Atrio comunale, dove c'era sia la Commissione giudicatrice delle migliori angurie che gli stessi produttori. Ma il tipico "melone d'acqua", i dipinti e Gruppi musicali hanno colorato anche altri angoli della città. Le piazze Loggia, Matteotti e Mameli, nonché la via Amendola, erano gremite; mentre i negozi che hanno aderito all'iniziativa hanno potuto riscontrare un apprezzabile interesse dei prodotti in vendita."
Dunque, adesso, tutto è più chiaro.
Grazie all'ufficio stampa del Comune, i nostri angosciosi dubbi sono fugati.
E così, finalmente, sappiamo la Verità: i veri protagonisti dell'estate marsalese sono i...cittadini!
E noi, poveri scemi, che pensavamo che i protagonisti dovessero essere gli artisti prestigiosi, gli scrittori più talentuosi, i film più belli, i concerti raffinati...No! Tutto sbagliato!
Sono i cittadini, siamo noi i protagonisti! Ecco il trionfo della vera democrazia, ecco il giubilo della vera felicità: essere protagonisti dell'estate!
Deve essere stato il mitico consulente per i grandi eventi (costo per le casse comunali: 48.000 euro) ad aver "partorito" questa genialata.
Grazie, grazie di cuore signori amministratori. Ora sono appagato, felice, estasiato. Grazie!
Solo un piccolo dubbio, però.
Come hanno fatto all'ufficio stampa del Comune a sapere che "i negozi che hanno aderito all'iniziativa hanno potuto riscontrare un apprezzabile interesse DEI PRODOTTI IN VENDITA"?
Hanno chiesto direttamente ai "prodotti"?
O anche questo è merito del mirabile consulente?
Oppure, tesi per la quale protendo, siamo di fronte a un vero e proprio miracolo?
Ai posteri (plurale di "poster") l'arduo giudizio...
"Sollecitati dalla degustazione dell'anguria e dai negozi aperti, migliaia di cittadini e visitatori si sono riversati sabato scorso nel centro storico di Marsala in occasione della "Notte Bianca". Si è trattato del primo appuntamento inserito nel ricco calendario dell'Estate Marsalese organizzata dall'Amministrazione comunale - Assessorato allo Spettacolo, e che ha coinciso con l'iniziativa della "Sagra dell'Anguria" curata dall'Assessorato alle Attività produttive e dall'Esa di Marsala diretta da Rino Bonomo. "Rarissime volte il centro storico di Marsala è stato così vivo e affollato, afferma il sindaco Renzo Carini; segno che l'abbinamento shopping-musica-tipicità è una formula vincente e che riesce a coinvolgere i cittadini, i veri protagonisti delle serate lilybetane". Il sindaco - assieme agli assessori Patrizia Montalto e Giacomo Dugo - ha dato il via alla serata di degustazioni all'interno dell'Atrio comunale, dove c'era sia la Commissione giudicatrice delle migliori angurie che gli stessi produttori. Ma il tipico "melone d'acqua", i dipinti e Gruppi musicali hanno colorato anche altri angoli della città. Le piazze Loggia, Matteotti e Mameli, nonché la via Amendola, erano gremite; mentre i negozi che hanno aderito all'iniziativa hanno potuto riscontrare un apprezzabile interesse dei prodotti in vendita."
Dunque, adesso, tutto è più chiaro.
Grazie all'ufficio stampa del Comune, i nostri angosciosi dubbi sono fugati.
E così, finalmente, sappiamo la Verità: i veri protagonisti dell'estate marsalese sono i...cittadini!
E noi, poveri scemi, che pensavamo che i protagonisti dovessero essere gli artisti prestigiosi, gli scrittori più talentuosi, i film più belli, i concerti raffinati...No! Tutto sbagliato!
Sono i cittadini, siamo noi i protagonisti! Ecco il trionfo della vera democrazia, ecco il giubilo della vera felicità: essere protagonisti dell'estate!
Deve essere stato il mitico consulente per i grandi eventi (costo per le casse comunali: 48.000 euro) ad aver "partorito" questa genialata.
Grazie, grazie di cuore signori amministratori. Ora sono appagato, felice, estasiato. Grazie!
Solo un piccolo dubbio, però.
Come hanno fatto all'ufficio stampa del Comune a sapere che "i negozi che hanno aderito all'iniziativa hanno potuto riscontrare un apprezzabile interesse DEI PRODOTTI IN VENDITA"?
Hanno chiesto direttamente ai "prodotti"?
O anche questo è merito del mirabile consulente?
Oppure, tesi per la quale protendo, siamo di fronte a un vero e proprio miracolo?
Ai posteri (plurale di "poster") l'arduo giudizio...
domenica 13 luglio 2008
quem quaeritis...?
Cosa cercate nei sepolcri imbiancati di questa città, voi poveri illusi di lettere e filosofia? Cosa cerco io, povero fallito di lettere e filosofia, tra le vie maleodoranti di questo "paisazzo" presuntuoso e vanaglorioso?
Non vi è nulla da trovare.
Non vi è nulla da cercare.
Nessun Salvatore si ergerà dal suo sudario di morte per annunciare una salvezza, una speranza.
Quale speranza, infatti, si potrebbe cercare in una città che aspetta da quaranta anni il proprio piano regolatore?
Quale speranza invocare in una città che, in barba a tutte le diffide ufficiali, non nomina ancora il difensore civico?
Quale speranza sperare in una città dominata da una oligarchia politico-finanziaria che ne determina qualsiasi respiro, qualsiasi movimento, qualsiasi desiderio?
Quale speranza sognare in una città dove si celebra la "sagra dell'anguria" spacciandola per "grande evento", con dovuto corollario di esibizioni deliranti di presunti musicisti e cantanti degni del miglior carcere borbonico?
Non chiedete, per favore. Non chiedete.
Partite, piuttosto.
Fuggite.
Fuggite senza voltarvi indietro, senza rimpianti, senza desiderio di ritorno.
Abbandonate questo girone dantesco prima che vi inghiotta nelle sue spire maledette e dolorose.
Se potessi lo farei anche io...
Non vi è nulla da trovare.
Non vi è nulla da cercare.
Nessun Salvatore si ergerà dal suo sudario di morte per annunciare una salvezza, una speranza.
Quale speranza, infatti, si potrebbe cercare in una città che aspetta da quaranta anni il proprio piano regolatore?
Quale speranza invocare in una città che, in barba a tutte le diffide ufficiali, non nomina ancora il difensore civico?
Quale speranza sperare in una città dominata da una oligarchia politico-finanziaria che ne determina qualsiasi respiro, qualsiasi movimento, qualsiasi desiderio?
Quale speranza sognare in una città dove si celebra la "sagra dell'anguria" spacciandola per "grande evento", con dovuto corollario di esibizioni deliranti di presunti musicisti e cantanti degni del miglior carcere borbonico?
Non chiedete, per favore. Non chiedete.
Partite, piuttosto.
Fuggite.
Fuggite senza voltarvi indietro, senza rimpianti, senza desiderio di ritorno.
Abbandonate questo girone dantesco prima che vi inghiotta nelle sue spire maledette e dolorose.
Se potessi lo farei anche io...
venerdì 11 luglio 2008
L'inverno del nostro scontento non passerà...
Qualche anno addietro (dieci? Venti? Cento...?) in questa città sembrava essersi compiuto un miracolo. I maggiorenti politico-mafiosi che l'avevano avvelenata e stritolata per decenni con la morsa della loro trucida e violenta arroganza, sembravano essere spariti, dissolti. Erano gli anni della "primavera", della rinascita della speranza e dell'impegno. Chi aveva fatto saltare in aria i poveri Falcone e Borsellino, forse non aveva contemplato questo straordinario effetto collaterale. A morire davvero tra le fiamme delle stragi di quegli anni, infatti, sembravano essere stati proprio i mandanti e gli esecutori di quella mattanza. Molti di noi si sentirono in dovere di scendere in piazza per gridare la propria disperazione, la propria rabbia contro l'ammasso puzzolente di mafiosi, più o meno piccoli, più o meno grandi, che da secoli ci circondava, ci ammazzava i cuori e l'anima. E così, loro, i signori del disonore, preferirono ritirarsi, nascondersi nelle loro fetide tane, circondati dai loro sodali, seduti davanti un bel piatto di pesce fritto, di quello ancora con il sapore del mare tra le carni, di quello dello Stagnone, vivo vivo...
Ma durò poco. Troppo poco...
Con abile e sopraffina astuzia del potere, sapevano (e, forse, sapevamo, temevamo pure noi) che bisognava avere pazienza, bisognava aspettare che le acque si calmassero... Poi sarebbe stato possibile organizzare un bel ritorno, in pompa magna, come quando ritornano a casa i soldati da una guerra. E così, piano piano, in silenzio e con discrezione, quando la memoria di quel sangue innocente versato per noi tutti siciliani cominciò a lasciare il posto alla nostra proverbiale indolenza, "loro" cominciarono a tornare. Una candidatura al consiglio comunale, un'apparizione in qualche festa di uno dei circoli importanti della città, una nomina in qualche consiglio di amministrazione, un'inaugurazione di una nuova attività commerciale... Eccoli lì, ora, a godersi la rivincita: tutti li cercano di nuovo, tutti si scappellano fino a terra quando li incontrano per strada o tra i corridoi dei palazzi del potere, tutti si affrettano a complimentarsi con loro per il nuovo successo elettorale ("meritatissimo, inevitabile!")...
Qualche anno addietro (dieci? Venti? Cento...?) in questa città credevamo di essere diventati normali... Oggi, invece, aspettiamo solo che finisca tutto... Che tutto ci finisca con l'orrore del suo nulla...
Poi torneremo a farci una bella passeggiata tra i boschi della nostra anima devastata...
Ma durò poco. Troppo poco...
Con abile e sopraffina astuzia del potere, sapevano (e, forse, sapevamo, temevamo pure noi) che bisognava avere pazienza, bisognava aspettare che le acque si calmassero... Poi sarebbe stato possibile organizzare un bel ritorno, in pompa magna, come quando ritornano a casa i soldati da una guerra. E così, piano piano, in silenzio e con discrezione, quando la memoria di quel sangue innocente versato per noi tutti siciliani cominciò a lasciare il posto alla nostra proverbiale indolenza, "loro" cominciarono a tornare. Una candidatura al consiglio comunale, un'apparizione in qualche festa di uno dei circoli importanti della città, una nomina in qualche consiglio di amministrazione, un'inaugurazione di una nuova attività commerciale... Eccoli lì, ora, a godersi la rivincita: tutti li cercano di nuovo, tutti si scappellano fino a terra quando li incontrano per strada o tra i corridoi dei palazzi del potere, tutti si affrettano a complimentarsi con loro per il nuovo successo elettorale ("meritatissimo, inevitabile!")...
Qualche anno addietro (dieci? Venti? Cento...?) in questa città credevamo di essere diventati normali... Oggi, invece, aspettiamo solo che finisca tutto... Che tutto ci finisca con l'orrore del suo nulla...
Poi torneremo a farci una bella passeggiata tra i boschi della nostra anima devastata...
giovedì 10 luglio 2008
Questa città è marcia. Sono marce le sue fondamenta. Sono marce le sue aspirazioni. È marcio il suo reticolo di affari e di circoli privati. È marcio l'intero edificio di pubbliche virtù e vizi privati. Sono marcio io stesso che scrivo per non morire soffocato dal disgusto di questa estate esangue.
Tutta la Sicilia onesta gioisce per le giornaliere denunce di estorsioni e soprusi. In questo lembo estremo di terra italica, invece, nulla accade in tal senso. Forse la mafia non esiste a Marsala.
Forse.
Ma allora perché qui si vive come immersi in un continuo gioco a "dire e non dire"? Perché ci guardiamo sempre dietro le spalle la sera quando rientriamo a casa? Perché in Procura hanno detto che questo territorio è lo zoccolo duro di cosa nostra?
Perché?
Troppe domande...
Meglio tornare a liquidare la mia coscienza residua in un bel bicchiere di acqua fresca...
Tutta la Sicilia onesta gioisce per le giornaliere denunce di estorsioni e soprusi. In questo lembo estremo di terra italica, invece, nulla accade in tal senso. Forse la mafia non esiste a Marsala.
Forse.
Ma allora perché qui si vive come immersi in un continuo gioco a "dire e non dire"? Perché ci guardiamo sempre dietro le spalle la sera quando rientriamo a casa? Perché in Procura hanno detto che questo territorio è lo zoccolo duro di cosa nostra?
Perché?
Troppe domande...
Meglio tornare a liquidare la mia coscienza residua in un bel bicchiere di acqua fresca...
per iniziare...
Non so perché inizio a scrivere questo blog... Forse penso sia giunto il momento di raccontare qualcosa.... Cosa non so, ma bisogna sempre raccontare qualcosa per non rimanere fregati, per non rischiare di finire come il vento sul mare... Voglio raccontare di questa mia città perduta e dannata, di questi miei compagni silenziosi e vigliacchi....La città si chiama Marsala...io mi chiamo Delirio...Sono due nomi fatti l'uno per l'altro...Aspettatemi.
Tornerò.
Tornerò.
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