venerdì 11 luglio 2008

L'inverno del nostro scontento non passerà...

Qualche anno addietro (dieci? Venti? Cento...?) in questa città sembrava essersi compiuto un miracolo. I maggiorenti politico-mafiosi che l'avevano avvelenata e stritolata per decenni con la morsa della loro trucida e violenta arroganza, sembravano essere spariti, dissolti. Erano gli anni della "primavera", della rinascita della speranza e dell'impegno. Chi aveva fatto saltare in aria i poveri Falcone e Borsellino, forse non aveva contemplato questo straordinario effetto collaterale. A morire davvero tra le fiamme delle stragi di quegli anni, infatti, sembravano essere stati proprio i mandanti e gli esecutori di quella mattanza. Molti di noi si sentirono in dovere di scendere in piazza per gridare la propria disperazione, la propria rabbia contro l'ammasso puzzolente di mafiosi, più o meno piccoli, più o meno grandi, che da secoli ci circondava, ci ammazzava i cuori e l'anima. E così, loro, i signori del disonore, preferirono ritirarsi, nascondersi nelle loro fetide tane, circondati dai loro sodali, seduti davanti un bel piatto di pesce fritto, di quello ancora con il sapore del mare tra le carni, di quello dello Stagnone, vivo vivo...
Ma durò poco. Troppo poco...
Con abile e sopraffina astuzia del potere, sapevano (e, forse, sapevamo, temevamo pure noi) che bisognava avere pazienza, bisognava aspettare che le acque si calmassero... Poi sarebbe stato possibile organizzare un bel ritorno, in pompa magna, come quando ritornano a casa i soldati da una guerra. E così, piano piano, in silenzio e con discrezione, quando la memoria di quel sangue innocente versato per noi tutti siciliani cominciò a lasciare il posto alla nostra proverbiale indolenza, "loro" cominciarono a tornare. Una candidatura al consiglio comunale, un'apparizione in qualche festa di uno dei circoli importanti della città, una nomina in qualche consiglio di amministrazione, un'inaugurazione di una nuova attività commerciale... Eccoli lì, ora, a godersi la rivincita: tutti li cercano di nuovo, tutti si scappellano fino a terra quando li incontrano per strada o tra i corridoi dei palazzi del potere, tutti si affrettano a complimentarsi con loro per il nuovo successo elettorale ("meritatissimo, inevitabile!")...
Qualche anno addietro (dieci? Venti? Cento...?) in questa città credevamo di essere diventati normali... Oggi, invece, aspettiamo solo che finisca tutto... Che tutto ci finisca con l'orrore del suo nulla...
Poi torneremo a farci una bella passeggiata tra i boschi della nostra anima devastata...

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